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Il progetto

Sperimentazione e Generatività, Formazione e Lavoro, Scuola e Comunità

UNIRE LE DEBOLEZZE

Fine pena: il reinserimento nella società è un passaggio delicato per i detenuti, le famiglie e la comunità. La manutenzione dei beni comuni – scuole, spazi culturali e per la cura ecc. – è messa in difficoltà dalla nuova situazione economica.
Da qui nasce l’idea di trovare nuove modalità di welfare, costruite con la comunità locale e i detenuti, che permettano a due debolezze di unirsi diventando una forza. Intorno a questa idea un gruppo di organizzazioni e persone hanno unito le forze e si sono fatti promotori del progetto sperimentale “Manuattenzioni”.

Formazione e reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti sono un investimento perché diminuiscono il rischio di recidiva.

La riqualificazione edilizia è un investimento contro il degrado dei beni comuni.

Ma entrambi gli investimenti rischiano di bloccarsi, perché sono un costo per le istituzioni. Il progetto integra queste attività e coinvolge attivamente nel cantiere detenuti in uscita e la comunità che contribuiscono alla sostenibilità economica. Un esempio di welfare generativo.

GENERARE MOLTI VALORI

Tanti valori sono generati: v. sociale, la relazione come esperienza d’integrazione e inclusione, v. culturale, dando concretezza ad una rinnovata idea di una scuola bella, pulita e giusta che narra di uomini che si sono mobilitati scommettendo sulla fiducia e hanno rigenerato un bene comune e v. economico.

LAVORARE INSIEME

La sinergia tra le organizzazioni coinvolte rende possibile la creazione di opportunità lavorative per detenuti ed ex detenuti oltre a quanto previsto dall’iniziale progetto Manuattenzioni. Lavorare insieme ha moltiplicato le possibilità. La Caritas Diocesana Fossano – insieme ad altre realtà sociali ed agricole del territorio – ha dato il via ad una Cooperativa Agricola Sociale.

SPERIMENTARE UN MODELLO

Stiamo sperimentando un modello sostenibile e replicabile d’inclusione sociale progettato su 3 pilastri:

  • la formazione di detenuti in uscita,
  • l’inclusione sociale,
  • il secondo welfare.

Le manuattenzioni sono migliori delle manutenzioni per alcuni aspetti, perchè mettono le persone al centro del cantiere (non la tecnologia!), per l’idea di bellezza e per le opportunità generative di cui  – giorno per giorno – ci si rende consapevoli lavorando e confrontandosi. Con la formula letetraria del “gerundio generativo” costruiamo la storia del percorso sperimentale nel diario di bordo.

IL PERCORSO FORMATIVO

Le persone coinvolte nel percorso formativo “Manuattenzioni” (120 ore) – i detenuti a fine pena (12) e le aziende partecipanti (2) – imparano tecniche eque e sostenibili (Bioedilizia e Bioclimatica) per manutenere gli edifici pubblici e privati rispettando la salute dell’ambiente e dei lavoratori. Fanno pratica e apprendono lavorando alla riqualificazione e manutenzione di una scuola. La scuola in questione è la palestra di via Verdi a Fossano, uno spazio per lo sport, la cultura e l’educazione utilizzato da più di 10.000 persone ogni anno. S’impara e in più si restitutisce alla collettività un bene comune migliorato.

L’INSERIMENTO LAVORATIVO

Il lavoro è un ingrediente fondamentale del percorso e della vita delle persone. Manuattenzioni mira a dare un’opportunità lavorativa a ciascuno dei detenuti a fine pena coinvolti. A ciascuno secondo le proprie attitudini. Il punto di forza? L’esperienza diretta dei servizi al lavoro di CNOSFAP e l’impegno di tutti i promotori insieme alla Casa di reclusione a custodia attenuata di Fossano, il U.E.P.E Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Cuneo e le imprese e cooperative del territorio. Si abbattono così i pregiudizi e si aprono opportuità di lavoro.

IL CANTIERE DAL BASSO

Prendendo spunto dal cantiere delle cattedrali – uno spazio in cui la comunità partecipava emotivamente e praticamente generando un valore insetimabile – il cantiere delle Manuattenzioni coinvolge i detenuti a fine pena, gli utilizzatori della palestra di via Verdi (sportivi, genitori, allievi, insegnanti…) e le imprese del territorio in situazioni di creativitàe e collaborazione.

Si realizzano tutte le opere utili: l’isolamento dei muri in bioedilizia, la riparazione delle gronde, la sostituzione delle lampade rotte con nuovi corpi illuminanti a basso consumo e il miglioramento dello scolo delle acque. E di più.

La manutenzione è necessaria, ma può anche essere bella, generativa e artistica. Attraverso i laboratori di Culturadalbasso si anima lo spazio e il racconto dell’esperienza umana del fine pena e delle Manuattenzioni prende forma in un affresco e mosaico sui muri. Questo è il valore artistico!