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Lavorando, si valorizza

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Lavorando, si genera valore. Sì, valori e lavori, due parole che sono l’anagramma l’uno dell’altro e non a caso si intrecciano in modo speculare. Valori che si creano solo con le giuste “attenzioni“, col rispetto e la ricerca di quel qualcosa di più che si chiama partecipazione. “Ho conosciuto Marco (uno dei partecipanti al progetto che veniva da un’esperienza di detenzione, ndr) l’anno scorso durante la realizzazione del cantiere sociale e dal basso dell’Officina del possibile, un progetto di welfare generativo dove si rigenerano persone e cose dando opportunità lavorativa a persone svantaggiate“, ha detto Monica Mazzucco di Culturadalbasso. “Già nel cantiere abbiamo cercato di spendere le nostre risorse: uno dei responsabili voleva mettere dei serramenti nuovi, fabbricati in serie, freddi. Invece noi ci siamo chiesti: ‘Ma cosa possiamo dare davvero a questo cantiere che parli delle nostre esperienze, dei nostri talenti, delle nostre energie, dei  nostri sogni… rendendolo bello, caldo, vivo?’ Allora abbiamo deciso di rimettere in circolo i vecchi infissi, le vecchie piastrelle, le vecchie cose che con quel valore aggiunto di creatività e ideazione partecipata hanno costruito una nuova identità – la nostra – fatta di valori, come una casa, accogliente“.

Col lavoro delle persone si è realizzato un lavoro migliore, perché denso delle storie di ognuno e delle loro attitudini: chi sapeva tagliare, chi saldare, chi creare mosaici o palladiane, chi intonacare… Oggi l’Officina del possibile vive delle esperienze di tutti “per questo ho chiesto a Marco (che nonostante quella sperimentazione molto positiva non è riuscito a trovare un lavoro stabile, ndr) di partecipare anche al progetto Manuattenzioni“, ha concluso Mazzucco.

Un’esperienza che si sta concretizzando, giorno dopo giorno; un’esperienza che speriamo porti la speranza (per continuare a giocare sugli anagrammi, o presunti tali) perché oltre a insegnare alle persone in “uscita” un lavoro, c’è l’ambizione di poter trovare loro un’opportunità di reinserimento concreto nel mondo occupazionale (condizione, lo sappiamo, per altro, di abbattimento vero delle recidive) grazie anche al contatto col le aziende che questo progetto catalizzerà.

Il lavoro, il lavoro… – si ripete – adesso conteranno davvero i fatti, e siamo molto motivati“. Beppe invece parla di adattamento, un concetto bello e positivo se lo vediamo nella sua definizione di “spirito di adattamento”: “L’adattarsi di esseri viventi a una condizione di collaborazione o di sopportazione reciproca” (recita il dizionario).

Sopportazione come “supportazione“, verrebbe da dire, dove ognuno “porta” l’altro. Dove due debolezze si fanno forza, perché si “puntellano” e si sostengono vicendevolmente in un lavoro di squadra.

E allora buon lavoro, Manuattenzioni e buoni valori!

 

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